10 anni come uno dei tanti dei nostri ragazzi, ma con partite da giocare molto più dure di quelle che siamo abituati a vedere la domenica, Deve darsi da fare su terreni molto più fangosi dei nostri e scendere in campo tutti i giorni. La “pressione” non è quella di avversari leali e rispettosi delle regole ma di una vita dura che chissà per quale ragione lo ha fatto nascere in un posto che non riesce a offrigli neppure i minimi diritti umani. Il Rugby ci ha insegnato che per quanto possibile si deve dare “sostegno” al compagno che è in difficoltà, che non è più in grado di “andare avanti” da solo. Così il gruppo dei nostri ragazzi si stringerà a lui e cercherà di spingerlo con forza per raggiungere le sue mete più importanti assicurandogli con “continuità” il sostentamento agli studi e cercando di trasformare il suo terzo mondo in un terzo tempo.
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