Mirco Bergamasco in meta, Canale prolunga col Clermont
Mentre in Italia il numero di spettatori continua a scendere, all’estero si registrano invece sempre maggiori affluenze. Se per la sfida del 27 gennaio a Parigi tra Stade Français e Toulouse lo Stade France sarà esaurito in tutti i suoi 82.000 posti, in Inghilterra 11. e 12. giornata della Guinness Premiership, giocate durante le feste Natalizie, hanno registrato una media superiore ai 12.000 spettatori per ogni gara. TOP 14 Stade Français scivola a Bayonne e Clermont si avvicina. 18. turno: Bayonne-Stade Français 29-27 (Parisse, Mauro e Mirco Bergamasco 80′, Mirco una meta), Clermont Auvergne-Castres 30-23 (Canale, che ha rinnovato per due anni il contratto, in campo 80′), Toulouse-Perpignan 16-12 (Perugini 80′), Bourgoin-Biarritz 9-0 (Del Fava entrato negli ultimi 4′, Masi 80′ e Dellapè entrato ad inizio ripresa), Brive-Montauban 11-16 (Orquera 80′ e 2 piazzati, Arganese dal 52′), Albi-Agen 16-6, Narbonne-Montpellier 32-9 (Stoica 80′ e Bortolussi, un piazzato, uscito dopo 18′). Stade Français 61, Clermont 58, Toulouse 52, Perpignan 51, Biarritz 48, Bourgoin 44, Montauban 41, Agen 37, Albi 36, Castres, Narbonne 34, Brive 32, Bayonne 31, Montpellier 28.
GUINNESS PREMIERSHIP Maltempo e due gare sospese. 13. turno: Newcastle-Leicester 31-29 (Castrogiovanni 80′), London Wasps-Worcester 19-14, Sale-Gloucester 20-19 (Bortolami e Nieto 80′), Harlequins-Bath 9-3, Bristol-Northampton e London Irish-Saracens rinviate. Bristol, Leicester 42, London Wasps 37, Gloucester 36, Sale 33, Saracens 32, Harlequins 30, London Irish 26, Bath 25, Newcastle 24, Northampton 19, Worcester 14.
MAGNERS CUP/CELTIC LEAGUE Dragons-Munster 19-12 (Pucciariello nella ripresa), Edinburgh-Llanelli 24-14, Cardiff-Border 36-15, Glasgow-Ulster 8-19, Leinster-Ospreys 45-22. Ulster 39, Leinster 37, Cardiff 33.
COPPE EUROPEERiprendono nel fine settimana la Heineken Cup e la Challenge Cup con il 5. turno. Il calendario delle italiane.
Heineken Cup: venerdì 12 gennaio Biarritz-Overmach (ore 19), sabato 13 Ghial-Sale (ore 14) e Benetton-Castres (ore 15).
Challenge Cup: venerdì 12 gennaio Montauban-Carrera (ore 19), sabato 13 Gran-Warriors (ore 14.30) e Albi-Arix (ore 18.30).
Ennio Grosso ———————————————————————————————————-
Lancio in touche terribile ossessione
Per favore non sparate (critiche) sul lanciatore. Capita di sentire accuse piene di stupore all’indirizzo di tallonatori che sballano a ripetizione le rimesse laterali. Sembra paradossale nell’era del professionismo e “dell’ascensore” legalizzato.Eppure il mestiere di lanciare è diventato insidioso come mai. C’è stato un tempo in cui il compito era affidato al trequarti ala sul lato chiuso. Poi dal ’68 il divieto di calciare direttamente in touche da fuori area dei 22, ha trasformato quest’ultimo in un secondo estremo e la rimessa laterale è stata ereditata dal mediano di mischia. Quindi è toccato al tallonatore. Che con l’introduzione dell’ascensore (nel novembre ’97) ha avuto dapprima vita facile: un paio di stagioni in cui si andava ad occhi chiusi ed era impossibile perdere una touche visto che gli avversari rinunciavano a saltare per concentrarsi sulla difesa a terra. Ma col ritorno del contrasto, nell’anno della Coppa del mondo ’99 in Galles, la pacchia è finita. In una partita si sono cominciati a recuperare anche 2-3 palloni ogni 10, grazie soprattutto al videospionaggio che consente di decodificare le combinazioni.Gli oppositori hanno organizzato propri blocchi di contrasto, anticipano il salto, tenendo sollevata la propria torre un metro davanti all’avversario. Di conseguenza nel repertorio del tallonatore accanto alle traiettorie tese sono comparse le parabole a scavalcare il difensore. Si è passati all’esecuzione a due mani con effetto avvitamento. Più preciso, in teoria. Di fatto con qualche problema a fondo touche e l’obbligo, per fare distanza, al cambio di appoggi e a un passo in avanti. Certo qualche vantaggio c’è stato. Vuoi mettere il vecchio ovale di cuoio quanto era scivoloso? Con i palloni di nuova generazione la presa è più sicura. Ma è una magra consolazione. Per ingannare i difensori e mascherare le proprie intenzioni, chi dispone del lancio ha preso a mettere esche e a spostare sullo schieramento sostegni e saltatori. Un via vai frenetico che obbliga il tallonatore a pescare un bersaglio mobile oltre che coperto dal blocco avversario. Gli si chiede così una visualizzazione mentale dell’obiettivo degna di una meditazione zen. Quanto all’intesa, non è più un fatto privato con il saltatore ma richiede una sincronizzazione più ampia con i sostegni, l’adattamento a combinazioni complesse e sempre nuove oltre a varietà di lancio e a capacità di simulazione. Ma la precisione è resa più ardua dall’evoluzione del gioco. Il tallonatore si trova a lanciare spesso provato fisicamente da lunghe azioni in cui ha dovuto spingere in mischia chiusa, placcare e partecipare a più raggruppamenti. Aggiungiamo che la gestualità si è raffinata: si lancia ormai con tutto il corpo, dalla punta dei piedi a quella delle mani, spalle ben rilassate, senza forzare con le braccia. Insomma se in touche da sempre tutto inizia dal lanciatore, il lancio ora comincia dai piedi. E gli allenatori richiedono una sensibilità di piote impensabile fino a ieri per un avanti. Non deve sorprendere dunque se ci sono tallonatori, in preda a una terribile ossessione, che hanno “piantato” nel giardino di casa la macchina di lancio, un po’ come fanno i cestisti con il canestro. Il guaio è che in campo il bersaglio non è fermo. E la pressione psicologica è altissima: un lancio sbagliato si paga carissimo. ———————————————————————————————————
I campioni d’Italia nell’andata del Super 10 hanno il record di utilizzo degli under 19. Ma per la formazione dei talenti l’esito della norma Fir è desolante Benetton: largo ai giovani e strappo con i club La società potrebbe uscire dalla Lire, da cui ha preso già le distanze Calvisano. Per il movimento sarebbe una spaccatura fatale
Dopo l’ultima assemblea di Lire una voce si fa sempre più insistente nel panorama dei club italiani. Il Benetton Treviso, che con il suo presidente Amerino Zatta ne era stato uno dei massimi artefici, potrebbe uscire dalla lega. Ipotesi che, se diventerà realtà, sarebbe un’autentica mazzata per un movimento che rischia sempre di più l’involuzione, avendo già ha subito un duro colpo dal ritiro sull’Aventino del Calvisano (ha boicottato la vernice del Super 10 e torna ad auspicare l’idea-progetto Celtic League). Lo strappo del Benetton sarebbe motivato da una carenza di potere decisionale della Lire, sempre più appiattita sulla Fir, invece che esserne il naturale bilanciamento. Vien da chiedersi: una Lire senza i club più forti, protagonisti delle ultime 4 finali scudetto, dotati di rose e management importati, che lega sarebbe? Intanto le statistiche del girone d’andata assegnano ai campioni d’Italia di Treviso un altro importante (ma amaro) primato, oltre a primo posto in classifica. È quello del maggior numero di giocatori classe 1986 schierati in campo (da quest’anno ogni match serve un under 19 a referto). Sono sei, come mostra la tabella a fianco, e hanno disputato una media 23′ a testa: Enrico Ceccato, Marco Filippucci, Alberto Lucchese, Fabi
o Semenzato, Alberto Sgarbi e Michele Sutto. Il record dei minuti complessivi spetta invece alla Capitolina (1036), che utilizza da titolare Michele Sepe, talento già nel giro della Nazionale maggiore. Sepe però è l’eccezione. Fra i 26 under fatti scendere in campo dalle squadre di Super 10 la maggior parte ha giocato solo scampoli. Compresa gente come Riccardo Pavan (15′), Fabio Flammini (9′) o altri convocati nell’Italia under 21 che disputerà il Sei Nazioni. Inoltre ben 20 giocatori del 1986 inseriti nelle rose non hanno mai giocato un solo minuto. Sono questi gli effetti formativi che si prefiggeva la Fir quando ha varato la norma? No, ma l’esito era annunciato. Alcuni club l’avevano anche scritto al consiglio federale, auspicando al suo posto una nuova normativa che regolamenti le seconde squadre e il numero degli italiani, ma si è andati avanti lo stesso. Con i risultati mostrati dai numeri. E il primato, perciò amaro, del Benetton Treviso.
Ivan Malfatto ———————————————————————————————————————
Diego fa 400 km per verde il Rovigo
(im) Si chiama Diego, ha la passione per la Rugby Rovigo nel cuore e si è fatto 400 km andata e ritorno da Tortona (Alessandria) al “Battaglini” per vedere giocare i rossoblu, pagando il biglietto, sia contro L’Aquila che contro il Gran Parma. La squadra ha vinto le prime due partite della stagione, il blog dei tifosi (www.bloggers.it/rugbyrovigo) ha rilanciato la sua storia, il ds della FemiCz Umberto Naglio gli ha regalato due biglietti per i prossimi incontri casalinghi. Un bell’esempio di attaccamento alla squadra. Rovigo si aggrappa anche ad atti di fede del genere per non morire… ———————————————————————————————————————
SCARTO PIU AMPIO IN 20 ANNI DI PLAY-OFF, RECORD DI PUBBLICO E AMBIZIONI SCUDETTO CONFERMATE Carrera, la vittoria nel derby con Treviso vale triplo
(im) Vinci uno prendi tre, al supermecato dell’ovale. La prima partita dell’anno (e del girone di ritorno del Groupama Super 10) ha consegnato al Carrera Petrarca un successo sul Benetton Treviso (27-11) che vale triplo. Ovvero per la storia del derby, giunto alla sua puntata numero 110, per il pubblico e per le ambizioni stagionali. DERBY -Padova ha interrotto il digiuno più lungo nell’era play-off contro i cugini trevigiani. Durava da 5 anni e 10 partite. In passato le serie negative erano durate al massimo 8 (1992/97) o 5 match (1987/90). In vent’anni di questa formula del torneo il Petrarca ha vinto il derby solo 10 volte, in media una ogni due anni, contro 43 sconfitte. A dimostrazione di come sia difficile imporsi al Benetton, vero re dell’era play-off. Si tratta inoltre del successo più ampio (16 punti di scarto), visto che al massimo si era arrivati a un +11 (24-13 nel ’91). Inoltre è la prima volta che Padova batte Treviso con Vittorio Munari, un pezzo della sua storia, dall’altra parte come dg. Tutti numeri che testimoniano il ritrovato equilibrio, per ora, fra le squadre. Bentornato derby! Al rugby non può fare che bene.
PUBBLICO -Un bene che si è visto anche sugli spalti. Circa 3500 gli spettatori stimati. Pochi rispetto ai 20mila dei derby anni ’70, o ai 6-8mila di fine anni ’80. Tanti rispetto alle sparute centinaia di persone che albergano normalmente sulle tribune del Super 10. È il record di affluenza stagionale del campionato. Una goccia nel mare, d’accordo. Ma anche un’indicazione precisa. Solo con il riaccendersi delle rivalità storiche, e una profonda riorganizzazione del torneo, il pubblico può tornare a vedere il campionato, come corre oggi a vedere la Nazionale.
AMBIZIONI -Abbinata alla sconfitta di misura dell’andata (14-13), all’imbattibilità casalinga e al tabellino di marcia (8 vittorie, 2 sconfitte) simile a quello delle due capoliste, la netta vittoria di ieri è la conferma delle ambizioni petrarchine su questa stagione. La squadra tipo ha mostrato in dieci gare rendimento costante, motivazioni forti, gioco valido ma non ancora al top dell’efficacia. Unico campanello d’allarme L’Aquila, che avrà una pronta verifica il prossimo turno su un campo difficile molto simile: quello della Capitolina. Approfittando di un Benetton meno forte del passato, ma da temere di più essendo comunque primo in classifica, e di altre rivali apparse non imbattibili, la parola finale-scudetto non deve più essere un tabù. Il derby di sabato ha detto anche questo. ————————————————————————————————————————
Catania caccia Larsen e fa il punto di bonus
A Catania Vittoria faticosa dell’Arix Viadana nel posticipo della 10. giornata del Groupama Assicurazioni Super 10, contro l’Amatori. Punteggio 17-12 (pt 3-17). I mantovani segnano tutti i punti nel primo tempo e poi subiscono la parziale rimonta. Il Catania non accusa il colpo della separazione con l’allenatore neozelandese Blair Larsen (in panchina il preparatore atletico Porter, coadiuvato dai giocatori De Jager, Irving e Krancz). Anzi tira fuori una prestazione maiuscola, difende bene nel primo tempo e cerca la vittoria nel secondo. Uomo del match Barry Irving, che dice: «Abbiamo conquistato un punto di bonus difensivo importante, ma la partita si poteva vincere». Per il Viadana m. Howart, Robertson, 2tf e 1 cp Howarth; per il Catania 4 cp Irving. Giallo a Bortolussi (Viadana).
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